
30 Mag Il microbiota il nostro antico alleato_SECONDA PARTE
Ci sono sempre più dati che dimostrano che più ricca e diversificata è la comunità di microbi nel nostro intestino, più si riduce il rischio di malattie. Una dieta varia è fondamentale per mantenere questa diversificazione; è stato sorprendentemente dimostrato quando uno studente universitario ha fatto per dieci giorni una dieta a base di cibo di McDonald. Dopo soli quattro giorni ha sperimentato una significativa diminuzione del numero di microbi benefici.
Risultati simili sono stati ottenuti in un certo numero di studi più ampi sull’uomo e sugli animali.
Il microbiota è una vasta comunità di milioni di miliardi di batteri che hanno un’influenza importante sul metabolismo, sul sistema immunitario e sull’umore. Questi batteri e funghi abitano ogni angolo e fenditura del nostro tratto gastrointestinale, quello che non sappiamo è se un microbiota intestinale sano e stabile possa essere migliorato in soli pochi giorni.
A questo quesito ha cercato di dare una risposta il Dr. Jeff Leach, docente di epidemiologia genetica.
“I “miei” Hadza
Il mio microbioma è piuttosto sano oggi e, tra i primi 100 campioni che abbiamo testato come parte del progetto MapMyGut, ho avuto la migliore diversità di batteri. L’alta diversità è associata ad un basso rischio di obesità e di molte malattie.”
Gli Hadza hanno una diversità tra le più ricche del pianeta.
Il piano di ricerca è stato ideato da Jeff che ha suggerito di trascorrere tre giorni mangiando come un “cacciatore-raccoglitore”.
“Non mi era permesso lavarmi o usare tamponi di alcol e dovevo cacciare e procacciarmi cibo con gli Hadza il più possibile, cosa che comprendeva l’entrare in contatto con le feci di bambino Hazda e di babbuino sparse ovunque.
Per aiutarmi a registrare il viaggio sono stato accompagnato da Dan Saladino, intrepido presentatore e produttore del Food Propgramme di BBC Radio 4, che stava preparando uno speciale sul “microbioma degli Hadza”.
Prossimamente la terza e ultima parte…